Nota dell’editore: Questa intervista è stata realizzata nel 2016 con Alberto Festa, Amministratore Unico di Sprintrade, uno dei network di affiliazione storici del panorama digitale italiano. A distanza di 10 anni, la riproponiamo integrando un’analisi retrospettiva per capire cosa è cambiato radicalmente nell’Affiliate Marketing, cosa è scomparso e quali intuizioni di allora si sono rivelate profetiche per il mercato di oggi.
Introduzione: Il contesto del marketing di affiliazione nel 2016
Nel 2016 il mercato delle affiliazioni in Italia stava vivendo una fase di profonda transizione. Dopo gli anni d’oro dei banner pubblicitari statici sui blog e dei primi siti di nicchia, l’esplosione del traffico da smartphone (fino ad allora gestito in modo marginale) e l’affermazione del retargeting stavano costringendo i network a riorganizzare interamente i propri sistemi di profilazione.
In quel contesto, Sprintrade rappresentava una certezza per migliaia di publisher italiani: una piattaforma concepita da affiliati per gli affiliati, incentrata su campagne Pay per Lead (CPL) e Pay per Sale (CPS).
Di seguito riportiamo l’intervista originale rilasciata a Guadagnamo.com, seguita dalle nostre considerazioni su com’è cambiato il settore oggi.
L’Intervista Storica (2016)
1) Come nasce Sprintrade? E quali sono i punti di forza che ne hanno decretato il successo?
Alberto Festa: Sprintrade è attiva dal 2005 ed è nata dall’idea di un gruppo di affiliati professionisti che decisero di creare un network di affiliazione basato su un concetto di affiliazione incentrato sulle necessità dell’affiliato. Noi abbiamo sempre considerato gli affiliati il nucleo principale, il cuore di questo metodo di promozione online. Sono loro che portano avanti tutto lo sforzo pubblicitario e si ingegnano ogni giorno per trovare delle buone idee capaci di promuovere al meglio le campagne pubblicitarie dei nostri clienti.
2) Le persone che si avvicinano per la prima volta alla pubblicità online sono generalmente orientate a piattaforme Pay per Click. Il marketing di affiliazione però può rendere molto di più: quali sono i punti fondamentali per promuovere bene una campagna Pay per Action?
Alberto Festa: Immedesimarsi nell’utente, cercare di capire cosa sta cercando e creare una pagina con un contenuto nel quale sono descritte tutte le informazioni che l’utente cerca. Agendo in tal modo l’utente è più propenso a farsi guidare nel processo di acquisto e/o registrazione. Nel corso degli anni la Sprintrade si è evoluta e nel 2014 si è dotata di una potente piattaforma capace di offrire sia le campagne di affiliazione per lead e sales e sia il Display advertising con payout in Pay per Click e Pay per Impression. Questo ci ha permesso di ampliare l’offerta di servizi ai nostri partner e di stare al passo con i tempi.
Alberto Festa: Il marketing di affiliazione è cambiato tanto, ci sono differenti dispositivi che navigano su internet e noi come network abbiamo dovuto dotarci di una piattaforma capace di individuare precisamente la tipologia di dispositivo utilizzato da ciascun utente. Il nostro sistema di targeting è stato dotato di una varietà di filtri per aiutarci a profilare l’utente per i seguenti punti: Geo Target Nazione/Città/CAP/Area, Tipologia provider di servizi telefonici, Velocità di connessione, Profilo dell’utente (Sesso, Età, Interessi, etc.), Tipo di browser, Tipo di sistema operativo, Parole chiave ricercate, Visibilità, Tipologia di schermo e tanti altri filtri. Tutto questo ci permette di effettuare un targeting preciso, proporre la campagna più idonea possibile e, in ultima analisi, aumentare notevolmente il guadagno CPM dei nostri affiliati.
4) Secondo te come cambierà in futuro il mondo dell’Advertising online? A cosa dobbiamo prepararci?
Alberto Festa: Ogni giorno che passa ci rendiamo conto che la pubblicità online ha sempre meno rilevanza per i consumatori, di conseguenza, gli inserzionisti trovano più difficile generare entrate significative. La pubblicità online deve evolversi cercando di raggiungere l’obiettivo di presentare annunci pubblicitari mirati per l’utente che siano coerenti con le informazioni presenti nella pagina stessa (ad esempio un articolo su un sito web con la pubblicità in linea con il contenuto dell’articolo stesso). In questo modo gli inserzionisti potranno aumentare significativamente l’efficacia dei loro annunci ed aumentare i loro guadagni.
5) Quali novità introdurrete all’interno della piattaforma?
Alberto Festa: La piattaforma verrà dotata di nuovi strumenti di content advertising per aiutare i nostri affiliati nella scelta e selezione delle offerte più adeguate al contenuto del loro sito web. Inoltre reintrodurremo il sistema dei referral che ha avuto tanto successo in passato e che ci è stato tanto richiesto in questi ultimi anni.
10 Anni Dopo: Cosa è cambiato davvero nel mondo delle Affiliazioni?
Rileggere questa intervista a distanza di un decennio permette di fare un bilancio lucido sulle trasformazioni del mercato pubblicitario e dell’Affiliate Marketing.
1. La fine dell’era dei “Cookie di terze parti” e la rivoluzione Privacy
Nel 2016 il tracciamento dei dispositivi tramite cookie di terze parti e filtri basati su IP, sistema operativo e browser era lo standard di mercato. Negli ultimi anni, l’introduzione del GDPR in Europa, le restrizioni di tracciamento introdotte da Apple (iOS App Tracking Transparency) e l’eliminazione dei cookie di terze parti sui principali browser hanno costretto i network di affiliazione a riscrivere completamente la tecnologia di tracciamento, passando a sistemi Server-to-Server (S2S) e al tracciamento tramite API.
Nella risposta 4, Alberto Festa sottolineava come la pubblicità tradizionale stesse perdendo efficacia e anticipava la necessità di un advertising “coerente con le informazioni della pagina”. L’intuizione era corretta: negli anni successivi i classici banner rettangolari o banner verticali nelle barre laterali dei siti hanno subito un vero e proprio crollo di rendimento (la cosiddetta banner blindness). Il mercato si è spostato massicciamente verso:
- Native Advertising: Annunci integrati direttamente nel flusso editoriale.
- Content Creator & Influencer Marketing: L’affiliazione non passa più solo dai blog, ma da creator su YouTube, TikTok, Telegram e Instagram che consigliano prodotti tramite link tracciati.
- Raccomandazioni basate sull’IA: Algoritmi in grado di analizzare il contesto della pagina in tempo reale per mostrare l’offerta esatta con la probabilità più alta di conversione.
3. La scomparsa dei network “Generalisti” e la centralizzazione
Se dieci anni fa esistevano decine di network di affiliazione indipendenti che gestivano sia merchant locali che campagne nazionali, il mercato si è progressivamente consolidato. I grandi marketplace internazionali (come Amazon Associates) o i colossi delle reti di affiliazione tech hanno assorbito gran parte delle metriche, spingendo gli affiliati professionisti a specializzarsi in nicchie molto verticali (finance, utility, iGaming, software SaaS).
4. Cosa rimane identico oggi?
Nonostante i cambiamenti tecnologici e normativi, il principio fondamentale espresso da Alberto Festa nella seconda risposta resta la regola d’oro dell’Affiliate Marketing:
“Immedesimarsi nell’utente, cercare di capire cosa sta cercando e creare una pagina con un contenuto nel quale sono descritte tutte le informazioni che l’utente cerca.”
Chi lavora con l’affiliazione oggi sa che le strategie di “spam” o le pagine vetrina senza valore aggiunto non funzionano più (e vengono penalizzate dai motori di ricerca). La capacità di risolvere un problema reale dell’utente attraverso recensioni approfondite, guide comparative e contenuti trasparenti rimane l’unico vero asset in grado di generare conversioni stabili nel tempo.