Native Advertising sul proprio sito – esempi e tutto quello che devi sapere

Ultimamente si sente molto parlare del Native Advertising. Spesso si usano questi termini a sproposito e in pochi sanno che potrebbe essere una nuova fonte di guadagno per il proprio sito web o il proprio blog. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza, di vedere alcuni esempi e di capire se può essere utilizzato per aumentare la monetizzazione del proprio sito.

Cosa è il Native Advertising

Il Native Advertising è una forma di pubblicità online creata specificatamente per un particolare media. Come media si può intendere un social network, un sito di notizie, una piattaforma di giochi ecc. Per capire meglio occorre fare degli esempi.

Quando si parla di Native Advertising si citano spesso i promoted posts di Facebook. Come probabilmente avrete notato, Facebook non inserisce pop-up, banner e altra pubblicità che interrompe il normale processo di utilizzo di Facebook da parte degli utenti, ma si limita ad inserire, ad esempio nella nostra bacheca dei post sponsorizzati.

Scorrendo fra i post degli amici sulla nostra bacheca troveremo quindi anche quelli inseriti a pagamento. Questi post non interrompono lo svolgimento delle nostre normali azioni sul social network e sono perfettamente integrati anche dal punto di vista grafico.

Oltre a questo i promoted posts di Facebook cercano di offrire annunci inerenti a quello che sono i nostri interessi, cercando quindi di offrire anche del contenuto di valore aggiunto.

Tutto questo permette spesso di ottenere risultati migliori rispetto alle forme di pubblicità online adottate fino ad ora. In particolare:

  • Pubblicità non invasiva e fastidiosa
  • Si offrono contenuti interessanti
  • Si aumentano i click e quindi il CTR

Un altro esempio sono i promoted tweets di Twitter, potete divertirvi voi stessi ad andare sul vostro Twitter e provare ad individuarli.

Esempi di Native Advertising su siti e blog

Prima di capire se il Native Advertising possa essere di aiuto anche a noi, occorre vedere altri esempi. Noi non siamo i proprietari né di Facebook, né di Twitter, quindi dobbiamo vedere come funziona il Native Advertising ad esempio su un sito di notizie.

Andiamo ad analizzare Repubblica.it, uno dei più popolari siti di notizie in Italia. La home page di Repubblica.it ci dice poco, la cosa diventa più interessante se clicchiamo su una qualsiasi notizia.

Dopo la notizia, scorrendo verso il basso della pagina vedremo delle immagini, in particolare ne troveremo 3 con sotto alcune descrizioni. Sopra queste tre immagini troviamo la dicitura “dal web”. Un normale lettore potrebbe pensare che siano altre notizie ed in effetti lo sono 🙂 , ma in questo caso sono annunci sponsorizzati. Sulla destra della scritta “dal web” troviamo appunto “PROMOSSO DA TABOOLA”, cliccando si apre una slide informativa che fra le altre cose dice:”Questi contenuti sono stati scelti in automatico da Taboola con la speranza che possano interessarti. Alcuni contenuti sono pagati dai nostri clienti inserzionisti ed editori.”

Come noterete questi annunci sono perfettamente integrati graficamente, si trovano sotto altri tre box del tutto simili che rimandano ad altri video di Repubblica.it. Sotto inoltre troviamo altri blocchi simili con la dicitura “Altri articoli dalla categoria »” che rimanda appunto ad altri articoli di Repubblica.it

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Pubblicità quindi poco o per nulla fastidiosa, ben altra cosa rispetto ai video che si aprono in automatico o ai popup e simili.

Come integrare il Native Advertising nel nostro blog

A questo punto abbiamo quindi capito cosa è il Native Advertising, probabilmente ne siamo interessati e vorremmo utilizzare questa forma di pubblicità nel nostro sito: “Come fare?”

E’ abbastanza semplice, esistono piattaforme apposite che offrono formati di Native Advertising. Ne esistono oramai tantissime, spesso però accettano esclusivamente siti con alto traffico diciamo con almeno un numero di pagine viste mensilmente con 5 zeri. Altrimenti dobbiamo virare su qualcosa di più “aperto” anche verso piccoli e medi siti Web.

adnow

Ve ne consiglio uno, poi magari ne consiglierete altri voi a me.

AdNow, come altre piattaforme di pubblicità online permette di registrare i propri siti Web ed usufruire del Native Advertising. Una volta registrati potremo aggiungere tutti i siti che vorremo e ovviamente prelevare gli script da inserire nel nostro sito. I box pubblicitari possono essere personalizzati scegliendo ad esempio i colori, il numero di righe e colonne, il numero di immagini, la loro grandezza ecc.

Il consiglio è di inserire un gruppo di annunci sotto la news o l’articolo e uno nella sidebar laterale.

La remunerazione è a click di 0.05€, poco, ma se ben integrato avremo un alto CTR. Non è necessario essere in possesso di P.IVA e dispone diversi metodi di pagamento fra cui Paypal con Payout a 50€.

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Quando conviene utilizzarlo

Adesso vi dirò alcune opinioni personali, quindi forse qualcuno di voi potrebbe essere in disaccordo.

Il Native Advertising essendo generalmente un PPC conviene su siti con alto traffico. Ad esempio i siti di news, di video curiosi o divertenti, di viaggi e politica possono essere particolarmente adatti. Meno adatti sono probabilmente i siti di nicchia. Ad esempio un sito di giochi, oppure che parla di un particolare software, o di modellini di navi.

Gli annunci sono abbastanza generici, se avete un sito di nicchia vi converrebbe contattare la vostra piattaforma e sapere se sia possibile visualizzare solo annunci inerenti a ciò che trattate. Ad esempio se avete un sito di videogames, dovreste chiedere se fosse possibile  mostrare annunci esclusivamente di videogiochi. Mi sembra chiaro.

Conclusioni

Molti di voi probabilmente a questo punto saranno attratti dal Native Advertising e vorrebbero implementarlo nel sito. Attenti però ad una cosa, che è banale, ma alle volte si tende a dimenticare. Aumentare la pubblicità su un sito non vuol dire sempre aumentare i guadagni. Un utente che fa un click su un annuncio esce dal sito: “siete sicuri che abbia reso al massimo?” Siete sicuri che la vecchia forma di pubblicità che avevate non rendeva di più? Siate quindi cauti, fate dei test e procedete per gradi. Ovviamente fatemi sapere cosa ne pensate, aspetto i vostri commenti!

Mario Di Pasquale
Mario Di Pasquale
Da più di 10 anni mi occupo di internet, in particolare di web design e dei metodi per la monetizzazione dei siti internet.